ATLETICA : International Veia Sky Race 2019 vissuta da Giovanni Rossi

Desideravo correre con i campioni ma, li ho visti solo alla partenza !

 

Sabato 7 settembre si è disputata a Bognanco la sesta edizione dell’International Veia Skyrace, una gara di 31 km con dislivello di oltre 2600 metri che quest’anno è stata anche la finale dei campionati europei di skyrunnig.

Le mie intenzioni consistevano nel concludere la gara superando in tempo i due cancelli orari e terminando la corsa prima del tempo massimo previsto dal regolamento.

Alla partenza alpe Gomba si respirava aria di festa con musica a tutto volume e la presenza di giovani atleti di molte nazionalità.

La temperatura era di 8 gradi e quindi avevo qualche dubbio su come vestirmi considerando anche  la variabilità del percorso ma, solo al terzo tentativo ho trovato  un atleta che parlasse italiano per ricevere qualche consiglio.

Il primo obiettivo era quello di raggiungere la cima Verosso che con i suoi 2444 metri era il punto più alto della gara.

Attraverso un ripido sentiero a tornanti che attraversava boschi ricchi di ogni tipo di funghi, compresi splendidi di esemplari di Amanita Muscaria, abbiamo raggiunto prima l’Alpe Oriaccia, poi in mezzo a prati l’Alpe Laghetto e infine  l’alpe del Dente.

Da qui il percorso è diventato molto tecnico perché si attraversano pietraie con rocce a volte instabili che portano a correre con cautela: la parte finale della salita e’ anche  attrezzata con corde fisse.

La vista sulla valle è spettacolare ma, in questo tratto e’ presente un forte vento e la temperatura credo superi di poco lo zero.

Raggiunta la cima, infatti  e’ possibile intravedere i residui di una lieve nevicata del giorno precedente.

Pensavo di arrivare qui in due ore e trenta e constato che in effetti ho solo qualche minuto di ritardo su quanto avevo previsto.

In vetta ogni partecipante e’ accolto come un eroe da un gruppo di volontari che ci fanno festa e ci rifocillano: lungo il percorso erano presenti quasi 80 punti di assistenza rendendo la gara  sicura e riducendo al minimo i possibili errori di percorso.

Iniziamo ora una discesa dove ho dovuto essere molto concentrato rinunciano a guardarmi intorno per vedere la meraviglia del paesaggio.

Ogni passo richiede attenzione e mi chiedo come facciano i top runners a volare sulle rocce

ad una velocità incredibile come documentato dai vari video delle edizioni precedenti.

Raggiungo il rifugio Gattascosa che conoscevo per averlo visitato qualche settimana prima in compagnia di mia moglie: e’ in un luogo incantevole e oggi e’ anche rallegrato da musica e da un ottimo posto di ristoro: la mia dieta oggi e’ coca (cola ) e cioccolato.

Da qui all’alpe Monscera ci sono 4 chilometri ben movimentati che comprendono una

breve salita molto verticale alla vista della quale vengo colto da un lieve sconforto : ricevo

la comprensione e l’incoraggiamento del fotografo che, divertito mi scatta qualche foto.

Il sentiero molto ampio ora scende per poi risalire e andare in direzione del lago di Agro

a poco più di 2000 metri di altezza dove il piante di mirtilli e rododendri sono i veri padroni del posto.

 

Un’altra lunga discesa ci fa perdere quota per arrivare all’alpe Paione, bell’alpeggio poco sotto il lago inferiore del Paione. Qui, insieme al punto di ristoro c’è anche il cancello orario: mi compiaccio di essere arrivato in tempo ma, devo ora raggiungere il lago.

Le gambe incominciano a risentire della stanchezza e, imposto un’andatura che mi ricorda quella che avemmo durante una gita quando visitammo questo luogo con mia moglie e i mie due bambini che allora avevano tre e sei anni…

Ora, confortato dal fatto che basta scendere per raggiungere il traguardo, mi avvio verso il Rifugio San Bernardo percorrendo i pochi metri di asfalto di tutto il percorso.

Da qui all’arrivo il percorso attraversa boschi di larici su sentieri ricoperti dai loro aghi:

una gioia per i piedi e le ginocchia che anche questa volta hanno dovuti assecondare i miei capricci.

Sono arrivato quasi ultimo impiegando quasi il doppio del tempo del primo avvivato ma considero questa esperienza molto positiva: la bellezza dei luoghi, la consapevolezza di aver potuto realizzare un desiderio hanno reso questa giornata molto speciale.

L’ottima organizzazione, tanta allegria, un fantastico pasta party e un ricco pacco gara che comprendeva anche uno zainetto, mi fanno collocare questa gara tra le più belle tra quelle alle quali ho partecipato.

Giovanni Rossi