GIOIELLI DI PIETRA: da Trani a Matera, dalla Puglia alla Basilicata

Dal 17 al 23 settembre 2018

Un altro tour del nostro CRAL interessante e valido sia dal punto di vista culturale, paesaggistico ed eno-gastronomico sia per i rapporti interpersonali, alcuni già in essere e altri nati proprio durante questa settimana. Infatti un gruppo di oltre una quarantina di viaggiatori, affiatati e disciplinati, ha affrontato il lungo percorso in pullman attraverso la nostra penisola con una tappa nelle Marche, a Fano, la  Fanum Fortunae dei Romani, nonché teatro di lotta tra i Malatesta e i Montefeltro, per raggiungere la Puglia e poi la Basilicata, in una settimana di un mese di settembre che ancora ci ha regalato giornate estive. Perché il nome “Gioielli di Pietra”? Perché, in ogni città grande o piccola visitata, la PIETRA è stata l’elemento dominante che abbiamo ammirato: da Trani con la sua Cattedrale di San Nicola Pellegrino, splendido esempio di romanico pugliese, a Castel del Monte, dall’inconfondibile massiccia struttura ottagonale, a Bari, dominata dalla Basilica di San Nicola, santo venerato anche dalla Chiesa Russa Ortodossa, a Polignano a Mare, città natale del grande Domenico Modugno, con le sue grotte marine e il ponte della via Traiana, tuttora percorribile, alla città dei trulli, Alberobello, con le sue bianche inconfondibili costruzioni cilindriche, sormontate da un cono in pietra a secco. E poi Ostuni, la “città bianca”, con il dedalo delle sue viuzze tra il biancore accecante delle sue abitazioni, dove vasi di fiori multicolori e rigogliose piante di buganvillee e ficus formano macchie coloratissime; e Brindisi con le colonne terminali, dai capitelli corinzi, della via Appia; e Lecce, splendida città coi suoi palazzi e le 40 chiese in pietra leccese, dalle sfumature roseo-dorate, che ben si presta alla lavorazione con scalpellino per produrre orpelli, fregi e stemmi barocchi. Altre due città salentine sul mare, prima di proseguire per la Basilicata: Otranto e Gallipoli. Il “gioiello di pietra” della prima è il Castello aragonese, costruito in difesa dagli attacchi dei turchi, e che diede il nome al primo Romanzo Gotico della storia letteraria inglese e quello della seconda, molto diverso dai precedenti, è il frantoio ipogeo (ovviamente la macina è in pietra), che ci ha dato una pallida idea delle durissime condizioni di lavoro dei giovani lavoratori dal XVI al XIX secolo che, per 6/7 mesi l’anno, vivevano giorno e notte e lavoravano nei sotterranei, scavati nel carparo al di sotto del livello stradale, dei palazzi dei grossi commercianti di olio d’oliva, esportato in tutta Europa ed usato per l’illuminazione e per la cardatura delle lane. Il salario percepito era notevole e chi sopravviveva (ben pochi) poteva godere, per sé e per la famiglia, di una vita discretamente agiata. E per finire, i “Sassi” di Matera, Città della Cultura 2019 e Patrimonio UNESCO, testimonianza della capacità di adattamento dell’uomo a condizioni di vita estremamente ardue e di riscattare nel tempo la cultura contadina di queste terre tanto aride ed ostili. E per ultimi ma non da meno, come dicono gli Inglesi, i due deliziosi borghi di Pietrapertosa e di Castelmezzano, abbarbicati al costone roccioso delle Dolomiti Lucane, che hanno saputo sfruttare l’asprezza e l’isolamento del loro ambiente naturale con l’installazione di un’attrazione turistico-sportiva, chiamata “Volo dell’Angelo”. Si tratta di volare imbragati, in posizione orizzontale, scivolando su due cavi d’acciaio tra i due paesini, a 120 km orari e ad un’altezza di 400 m. A tutto questo hanno fatto degno corollario il nostro accompagnatore Andrea, l’autista Nicolò e le guide locali, che hanno anch’essi contribuito con la loro professionalità e simpatia alla riuscita di questo viaggio, come pure i piatti, fin troppo abbondanti, dell’ottima cucina pugliese e lucana.

Per concludere: questo tour ci ha rivelato una zona  del nostro Meridione, che per anni è stata considerata di serie B e che ha ben saputo valorizzare le sue risorse naturali e storico-artistiche, offrendo al visitatore pulizia, ordine, ottimi servizi  e rispetto del cosiddetto viver civile.

Silvia Iaia Palumbo