Giornata di sole e pedalate attorno ai tre laghi

A Bizzarone, ad 1 Km dalla Svizzera, alle 9,30 del mattino del 22/9 (San Maurizio), 12 baldi giovani (di spirito) e 3 magnifiche cicliste (Eliana, Carla e Grazia) guidati da Riccardo e Lorenzo, dopo aver pompato le bici, bevuto un caffè ed espletate tutte le funzioni preliminari sono pronti per la partenza

Museo

Hanno fatto una levataccia, perché vengono tutti, salvo uno, da Bergamo e dintorni. Tutti convinti che il giro magnificato da quel “salvo uno” riserverà belle sorprese.

Si parte: superata la Dogana di Bizzarone, dopo qualche Km si arriva a Capolago e da una posizione dominante godiamo di uno spettacolare scorcio sul …primo lago in programma.

Puntuale a “salvo uno” arriva la prima domanda: “questo è il lago di Lugano?”

Proseguiamo e, superato Bissone, un bel paesino in riva al lago, posto all’estremità nord del ponte,  attraversiamo il lago, diligentemente, sulla ciclabile.

Mentre ci accingevamo a risalire il lago, direzione Morcote, Figino e Agno, incrociamo un foltissimo gruppo (qualche centinaio) di cicloamatori scortati da poliziotti che bloccavano il traffico proveniente dalla parte opposta al loro senso di marcia.

Ovviamente ci siamo imbucati dietro ai cicloamatori così, oltre a non incontrare traffico sino a Figino, abbiamo goduto di applausi e incitamenti del pubblico che seguiva la gara.

Bellissimo quel tratto di percorso: il lago color smeraldo, le colline verdissime punteggiate da piccoli paesi che si affacciano o dominano dall’alto di pendii pieni di sole. Scorgiamo anche ville o piccoli agglomerati, evidentemente “esclusivi”, anch’essi sapientemente immersi nella natura.

A Ponte Tresa rientriamo in Italia. Dopo una bella volata lungo la valle del fiume Tresa, eccoci a Luino, cittadina posta sul 2° lago (Lago Maggiore), che ha dato i natali a due giganti della cultura internazionale: Piero Chiara e Dario Fo, premio Nobel per la letteratura.

Elegantissimo il lungolago  di Luino, con i suoi platani secolari, lo percorriamo piano per ammirarlo.

Oltre ai platani secolari sul lungo lago ci aspetta Testori, collega anche lui “malato” di bicicletta, che ci accompagnerà sino a Gavirate. Nonostante alcuni impegni non ha voluto mancare l’incontro per rivedere i vecchi amici …..  colpiti dallo stesso virus.

 

Lago

Si riparte su una bellissima strada verso Laveno. Il lago è maestoso, la superfice, appena increspata dal vento, brilla al sole.

A Castelveccana la prima salita percorsa in scioltezza. Attraversiamo il centro di Laveno e proseguiamo: Cittiglio ci attende.

A Cittiglio è nato e vissuto Alfredo Binda, grande campione del ciclismo storico. Tale era la sua supremazia che, dopo aver vinto 5 giri d’Italia di fila, gli organizzatori lo pagarono per non correre il sesto.

Visita, quasi pellegrinaggio, al piccolo museo a lui dedicato, accompagnati da due guide volontarie, i fratelli Simonetta, eccezionali per passione e competenza: una vita spesa con il ciclismo.

Premiazione

Si riparte …in salita: prima il Sasso di Gavirate, distratti nella nostra fatica dalla spettacolare vista sul lago di Varese, il 3° del nostro percorso.  La veduta, già magnifica, è ancor più valorizzata dalla luce velata tipica dei pomeriggi estivi.

Dopo il Sasso, la collina del Montello, che qualcuno dei nostri ciclisti più appassionati e noti per la scorza dura, ha riconosciuto: “stiamo percorrendo la stessa strada dei mondiali!”.

Ancora salite nell’ultimo tratto del percorso: per salire a Malnate e per arrivare a Cagno, poi la volata finale verso Bizzarone.

Giro concluso. Quel “salvo uno” ringrazia Riccardo, che ha sostenuto l’iniziativa, e tutti i partecipanti, che l’hanno reso orgoglioso di mostrare le bellezze delle terre in cui vive.

NOTA a margine: è universalmente riconosciuta la precisione di Lorenzo nel tracciare i percorsi e…anche questa volta non si è smentito. Durante il giro, mi ha chiesto in più occasioni le motivazioni delle scelte, perché aveva evidentemente analizzato tutti i percorsi alternativi.

Alla fine ho avuto la sua approvazione: “sai, conoscevo tutte le strade percorse, salvo quel tratto, bello e impegnativo, tra Malnate e Cagno”. Ipse dixit.

Queste sono soddisfazioni!

Maurizio Frangi