Sud Africa & Victoria Falls

Sud Africa & Victoria Falls

20 partecipanti + il tour leader Silvano Miozzo

dal 26/2 al 9/3 2018

 

Un viaggio, pare, non facile da pianificare, da organizzare nei suoi vari dettagli per offrire l’essenziale di un paese così vasto e renderlo accessibile a tutti i componenti del gruppo, anche se nessuno di noi era alla sua prima esperienza di un simile tour; un viaggio fatto di lunghi spostamenti da una località all’altra in pullman e di 8 voli in aereo, per raggiungere un altro Stato, di levatacce per vedere svegliarsi la savana, il bush field , come è chiamata nel Mpumalanga (regione nel nord-est del paese), per sentire il suo odore, per ammirare i suoi colori e soprattutto per scovare i suoi abitanti – i 5 grandi mammiferi (elefanti, ippopotami, rinoceronti, leoni, e bufali), le giraffe, le zebre, le varie antilopi, i facoceri, gli uccelli dal piumaggio coloratissimo e dai nomi fantasiosi -; per provare l’emozione della ricerca sulle grandi jeep4x4, guidate con abilità da esperti rangers, e l’entusiasmo dell’avvistamento, gli scatti fotografici e i video per portarsi a casa i ricordi visivi che comunque ti rimangono dentro, impressi non solo nella memoria ma anche nel cuore, tra le emozioni vissute e non scordate…Un viaggio che è anche il percorrere la Panorama Route coi suoi paesaggi di maestose montagne ai cui piedi ci sono chilometri e p_20180304_103804_p_1chilometri di piantumazioni di betulle, pini, eucalipti per la lavorazione della carta e per farne legname da costruzione insieme alle coltivazioni di banani e di altri frutti esotici oltre che per dare lavoro a chi tanto ha sofferto negli anni dell’apartheid. Ma non solo natura, non solo l’incredibile Blyde River Canyon con le sue pozze, le Bourke’s Luck Potholes, erosione laminare, scolpite dal fiume, ma tanti altri flash tornano in mente: il paesaggio mozzafiato che si vede dalla God’s Window, dove lo sguardo vaga dallo strapiombo che sembra senza fine alla vegetazione autoctona del cosiddetto fine bush, le bianchissime sabbiose spiagge di Camps Bay e Hout Bay nella penisola di Cape Town, intraviste mentre percorrevamo la Panoramic Route, i simpatici buffi pinguini sudafricani di un’insenatura tra i Boulders (enormi massi granitici), la riserva naturale del Capo di Buona Speranza, circondato dalle acque dove strane alghe nere, che sembrano fatte di gomma e dal lungo stelo, galleggiano, le chiassose Foche da Pelliccia del Capo, ammassate sull’isolotto Duiker, appena fuori dalla baia di Hout Bay, dove si affaccia una delle tante zone residenziali di Cape Town ma anche gli ottimi ed abbondanti piatti della cucina locale e non, gustati e nei lodge dei parchi naturali e negli hotel e nei vari ristoranti durante gli spostamenti come pure il coffee break durante un’escursione mattutina e gli aperitivi al tramonto attorno alle jeep in una radura nella savana, con un’enorme luna piena che ci sovrasta e sul battello sullo Zambesi, mentre commentiamo ciò che abbiamo appena visto e ci  scambiamo impressioni su ciò che questo fantastico viaggio ci ha offerto. Infatti si è instaurato un bel rapporto di gruppo tra i p_20180301_171805_ppartecipanti – molti dei quali già si conoscevano in occasione di altri tours– ma il numero ristretto di 20 persone ha reso possibile un maggior affiatamento tra tutti noi. E non si può non ricordare anche il sottofondo musicale che ha accompagnato alcune nostre cene e le danze e i canti tribali e il suono ritmato dei tamburi che ci hanno invitato a provare a suonare…

Che dire poi dei simboli di questo giovane Stato che solo dal 1994 vive la sua conquistata libertà democratica? Ecco a Pretoria gli Union Buildings, sede del governo e villa presidenziale, l’imponente statua di Nelson Mandela, a braccia aperte, che si erge coi suoi 9 metri nei giardini terrazzati e a Cape Town il monumento alla Regina Vittoria davanti al Parlamento.

Occorre anche citare la bravura, la professionalità e la simpatia delle due guide che ci hanno accompagnato nel nostro peregrinare: Guido, dal sapere enciclopedico, e Maria. Entrambi veramente bravi nella loro esposizione chiara e completa di quanto vedevamo.

Impossibile poi dimenticarsi dell’acqua, vista in questo viaggio. Elemento fondamentale, sorgente di vita, di cui abbiamo avuto un primo “assaggio” con la cascata Lone Creek. Sarà l’unica cascata che ammireremo dal basso verso l’alto: 68 metri di acqua che cadono in una pozza da una formazione geologica, sedimentata a lamelle e circondata da un bosco lussureggiante, e un’altra chiamata Lisbona, nome datole dall’esploratore portoghese che la scoprì. Ma lo spettacolo p_20180307_092138_p_2delle Cascate Vittoria è veramente impressionante. “Il fumo che tuona” , nome dato loro dalla tribù dei Kololo, con la sua portata d’acqua di oltre 540.000.000 di metri cubi al minuto, è visibile e udibile a parecchi chilometri di distanza, con le maestose colonne di vapore acqueo alte centinaia di metri. Nonostante l’equipaggiamento impermeabile, nessuno di noi si è salvato dai suoi spruzzi né dai goccioloni che, in certi punti lungo il passaggio che percorrevamo per ammirare quella meraviglia della natura, cadevano a secchiate. Non sono mancati momenti di relax, passeggiando nella riserva naturale che ospita le Vic Falls né a bordo piscina dei due lodges dove abbiamo alloggiato, come anche una breve parentesi di pratica yoga per alcune componenti del gruppo così come la tranquilla passeggiata nei giardini botanici di Cape Town, che ci hanno in parte ricompensato dalla delusione di non poter salire a Table Mountain. Infatti causa vento troppo forte la cabinovia per giungere sulla caratteristica cima piatta e levigata, che dà il nome alla montagna, non funzionava. Tuttavia abbiamo potuto ugualmente godere dello splendido panorama della città e delle tante baie grandi e piccole sull’Oceano un bel po’ più in basso, da Lion’s Head.

E per finire…

Come dice Silvano: ”Il viaggio, che finisce con il ritorno a casa, è un viaggio mal riuscito. Invece il viaggio che ti resta dentro per sempre coi suoi ricordi visivi e le emozioni che ha suscitato, allora quello sì che è veramente riuscito!”

E questo tour sudafricano, con appendice nello Zimbabwe, è senz’altro uno di questi!

                                                                                                                              IAIA SILVIA PALUMBO

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