Ricordare come eravamo

Non si tratta ovviamente di un’operazione nostalgia, ma di una modesta riflessione di un bancario anziano: la realtà odierna viene da un passato anche recente, di cui essere consapevolmente orgogliosi, non è nata all’improvviso dal niente. Questa è la considerazione che mi è venuta in mente e che desidero condividere con quei “4 lettori”, che vorranno dedicare qualche minuto a leggere queste poche righe di commento, che ho voluto scrivere dopo aver visitato la mostra fotografica, denominata “Evoluzione di una banca”, allestita nel Chiostro di Santa Marta nel mese di febbraio.

L’iniziativa è stata coordinata dalla Fabi di Bergamo in collaborazione con UBI Banca ed è nata da un’idea del collega ex dipendente (non si usa più dire pensionato) Giovanni Roglio, appassionato di fotografia che con pazienza certosina, ferma volontà e grande impegno ha esaminato e sistemato una parte del notevole patrimonio fotografico conservato nell’archivio della Banca Popolare di Bergamo ed ancor prima della Banca Mutua Popolare.

Sono state una quarantina le immagini offerte in mostra: in esse sono ritratti personaggi, macchinari, luoghi o situazioni, che raccontano la banca di ieri. Fra tutte queste mi hanno colpito in modo particolare quelle relative alla Casa al mare di Milano Marittima e sopra tutto quelle, qui proposte, che presentano i locali adibiti inizialmente a dopo lavoro, posti in Bergamo in via Locatelli.

Anche in questo caso “molta acqua è passata sotto i ponti”: prima di trasferirsi nell’attuale funzionale sede in via Tiraboschi, tale realtà associativa, poi denominata CRAL, è stata ospitata al primo piano, corridoio di sinistra, della sede di via Roma, poi in via Francesco Crispi, e dal ’95-96 nell’attuale citata sede.

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